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rassegna stampa


Scuola, via all'operazione computer
Gli studenti di prima superiore potranno acquistarlo a 60 mila al mese
di LUCA CIFONI

ROMA - Nelle scuole di una volta, ai ragazzi si insegnava a risparmiare soldino su soldino per costruire il proprio avvenire. Nel 2001, invece, quasi seicentomila studenti del primo anno di scuola superiore riceveranno una proposta un po' diversa: contrarre un piccolo debito, per investire su un futuro che i libri da soli non possono più bastare a garantire.
Scatterà lunedì 19 marzo (o al massimo qualche giorno dopo) l'operazione "Pc per gli studenti": da quella data i ragazzi potranno portare a casa un personal computer multimediale, pronto a navigare in rete, pagandolo poi nei successivi due anni in rate da sessantamila lire al mese, senza interessi.
Per molte famiglie questo sarà probabilmente il primo approccio con la tecnologia; per l'Italia, se tutto andrà bene, sarà una gigantesca campagna di informatizzazione, destinata nelle intenzioni a colmare quel divario che, nonostante i recenti progressi, ancora ci separa dai Paesi più avanzati in questo campo.
Molto bello a dirsi, più difficile a farsi: e infatti il progetto, concepito ormai più di un anno fa, ha avuto una gestazione lunga e faticosa, per ragioni organizzative e anche per vicissitudini politiche. Stefano Passigli, che iniziò lavorarci quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con la delega all'innovazione, si è portato dietro le carte al ministero dell'Industria (dove ricopre analoga carica) al momento del cambio di governo, e ha poi infilato l'idea in ben tre leggi diverse. Ora, a tre mesi dalla fine dell'anno scolastico, sembra davvero arrivata l'ora "x". Vediamo allora in dettaglio come funzionerà l'operazione.
Chi può partecipare. L'iniziativa è riservata ai ragazzi iscritti per questo anno scolastico al primo anno di qualsiasi istituto secondario superiore. Ma molti produttori e rivenditori sono disposti a offrire il computer allo stesso prezzo vantaggioso previsto dalla legge anche a studenti di altre classi, o a insegnanti, che però non ususfruiscono del prestito.
Quale Pc. Si sa che nessuna tecnologia rischia di invecchiare rapidamente come quella dei computer: e infatti la configurazione immaginata mesi fa è già stata aggiornata per non perdere il passo. Le imprese che aderiscono (tutti i produttori nazionali, più le grandi catene come Vobis, Computer Discount, Chl) si impegano a vendere per la cifra di 1.440.000 lire un pc con processore ad almeno 600 Mhz, 64 Mb di memoria Ram, modem da 56 Kbit al secondo, scheda audio microfono e casse, e Cd Rom. Alcune aziende offrono anche la configurazione con Dvd. Chi vorrà acquistare componenti ulteriori o più potenti dovrà farlo separatamente. Significativa la dotazione di software: si potrà scegliere il sistema operativo tra Windows Millennium di Microsoft e Linux, il programma "anarchico" che sta guadagnando sempre più spazio.
Chi ci mette i soldi. Hanno dato la propria disponibilità quasi tutti gli istituti bancari italiani, dai colossi alle piccole casse rurali con un solo sportello. Se, teoricamente, tutti gli interessati sottoscrivessero il prestito, l'esborso totale sarebbe di 800 miliardi. Il governo ha stanziato un fondo di complessivi 180 miliardi per coprire eventuali insolvenze.
Come si fa. Ai genitori degli studenti basterà presentare un certificato scolastico di iscrizione e versare le prime due rate del prestito come caparra. La procedura normale prevede la presentazione dei documenti in banca e il passaggio in negozio: il pagamento al fornitore avverrà in modo vincolato, tramite bonifico o assegno circolare. Ma sono in corso anche intese tra singoli produttori e istituti bancari per semplificare il tutto: si potrà così fare tutte le pratiche direttamente in negozio, oppure andare solo in banca e poi farsi spedire il pc a casa. Piena libertà di scelta sulla modalità di rimborso della rata: versamento allo sportello, addebito su conto corrente, bonifico.
L'informazione e l'assistenza. Sono due aspetti cruciali per la buona riuscita dell'operazione. In queste ore il Poligrafico dello Stato sta stampando le 200 mila locandine che verranno affisse nelle scuole. Sarà poi attivato un apposito sito Internet, in cui i ragazzi potranno scegliere il negozio e la banca più vicina. Le aziende sono state scelte tra quelle in grado di fornire assistenza a distanza (via web o call center), oppure diretta in centri autorizzati.